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sabato, 07 novembre 2009
(sul torrente notturno)
Per l’amor dei poeti
Principessa dei sogni segreti
Nell’ali dei vivi pensieri ripeti ripeti
Principessa i tuoi canti:
O tu chiomata di muti canti
Pallido amor degli erranti
Soffoca gli inestinti pianti
Da tregua agli amori segreti:
Chi le taciturne porte
Guarda che la Notte
Ha aperte sull’infinito?
Chinan l’ore: col sogno vanito
China la pallida Sorte
Per l’amor dei poeti, porte
Aperte de la morte
Su l’infinito!
Per l’amor dei poeti
Principessa il mio sogno vanito
Nei gorghi de la Sorte!
("La Speranza", D. Campana)
sabato, 07 novembre 2009
Life brings nothing for the same
Keep searchin' new days on the horizon
While time just seems to slip away
I’m leaving no trace along the way
Seems like I’m falling deeper
Deeper inside myself
Feels like I’m growing weaker
Much weaker each day
Along the path to decay
The lights are fading day by day
No cure for the lost, there’s no ascending
When life could not become more pale
A new dawn is here, another day
Seems like I’m falling deeper
Deeper inside myself
Feels like I’m growing weaker
Much weaker each day
Along the path to decay
guitar solo
Chorus
Seems like I’m falling deeper
Deeper inside myself
Feels like I’m growing weaker
Much weaker each day
Along the path to decay
venerdì, 06 novembre 2009
Quando vivere è solo un male e da troppo tempo si è eclissato ogni orizzonte...
E' tempo di avere il coraggio di dire Addio.
Presto.
mercoledì, 04 novembre 2009
Sprofondo sempre più nella Solitudine, nell'Abisso, nel Dolore...
... negletta, abbandonata, eclusa...
... che senso ha trascinare i giorni?
... and nobody cares...
domenica, 01 novembre 2009
© pix by Nimiel
Lascio spazio ai ricordi, in quest'autunno così inaspettatamente mesto e crudele. Alla fine, le memorie che mi strappana davvero un commosso sorriso sono poche. Quelle di noi sono tra queste, nel bene o nel male.
Non riesco a scrivere, sono troppo distratta dai pensieri.
Ti chiedo solo di sorridermi, che i miei occhi imprimano in sé quest'immagine di te, la trattengano forte, prima di chiudersi per sempre.
sabato, 31 ottobre 2009
Vorrei
abbracciarti
un'ultima
volta,
prima
di morire...
domenica, 25 ottobre 2009
Non c'è più nulla per cui valga la pena rimanere qui...
martedì, 13 ottobre 2009
L’autunno che si riappropria della propria essenza.
Sferzata di vento freddo che rischiara d’azzurro il cielo e fa riverberare l’oro giallo e rosso della natura che s’impreziosisce dei colori più regali. L’aroma della terra si fa più denso.
Voglia di immergermi in quest’autunno.
Voglia di calore, di riprendere in mano la mia vita e iniziare a costruire, per quello che si può. Cesellare gli spazi liberi dal dovere con me stessa, con piccole cose ma profonde, che donano un sorriso sincero.
Voglia di riempire la mia bella casa di affetto, di senso di “casa” proprio.
Voglia di condividere la mia anima.
Voglia di uscire a passeggiare, sotto il sole o nella notte, senza timore, respirando a pieni polmoni.
Così forse il male necessariamente presente potrebbe lenirsi un po’, si stempererebbe in uno sguardo o in un gesto.
Sono troppo stanca della cancrena dei miei giorni.
Dell’orrido abisso che mi scava dentro.
Del dolore fisico che non mi dà tregua.
Sono irrecuperabilmente spenta…
lunedì, 28 settembre 2009

Perché questo è l'inferno, e io non ne sono fuori
(Marlowe)
sabato, 26 settembre 2009
© digital art by Nimiel
Spesso piango a lungo la notte, quando mi sveglio all’improvviso.
Penso a tutti questi giorni che mi scivolano tra le mani, sulla pelle, senza che io ne trattenga nulla, nemmeno un’emozione.
Penso a tutte le cose che non ho mai fatto e che non farò mai. Alle aspettative o ai sogni, non ne ho più da tanto tempo.
I pensieri latenti, però, non si zittiscono mai. Urlano tutto il mio dolore.
Mi sento sostanzialmente spenta, annichilita, sbagliata.
Alla fine non mi interessa nemmeno le cose cambino. Non spero più in nulla, se non che l’agonia dell’esistenza finisca presto.
martedì, 22 settembre 2009

Mi sono svegliata per un attacco d'ansia in seguito ad uno dei miei incubi ricorrenti. Ieri sera mi sono addormentata tra lacrime isteriche di stanchezza infinita e quella morsa di dolore fisico che mi azzanna in diversi punti senza tregua.
Vuota, trascurata, avvilita, esasperata. Abbandonata dalle parole, dalle persone, da me stessa. Stanca. Stanca...
Avrei voglia di partire, andarmene via. Ritrovarmi, se c'è qualcosa ancora di me da qualche parte.
Mi preparo per una nuova giornata inutile e agonizzante.
sabato, 19 settembre 2009
Allodola del ricordo
è tuo il sangue che scorre
è tuo e non il mio
Allodola del ricordo
ho stretto il pugno mio
Allodola del ricordo
gentile uccello finito
non saresti dovuto venire
a beccare nella mia mano
i semi della dimenticanza.
(J. Prévert)
giovedì, 17 settembre 2009
Dietro queste concrezioni di pixel, file di codici, c'è una persona, un'anima, un'essenza...
Non sono un'ombra o un avatar fatto di byte.
Esisto in tutta la complessità di un essere vivente, di un individuo.
Con i sentimenti, le aspettative, le speranze, le emozioni di una persona vera.
Non sono un tag in html, ad uso e consumo della svogliatezza di un fugace istante...
Francesca (aka Nimiel)
sabato, 12 settembre 2009
sabato, 12 settembre 2009
In nessuna
parte
di terra
mi posso
accasare
Ad ogni
nuovo
clima
che incontro
mi trovo
languente
che una volta
già gli ero stato
assuefatto
E me ne stacco sempre
straniero
Nascendo
tornato da epoche troppo
vissute
Godere un solo
minuto di vita
iniziale
Cerco un paese
innocente.
(G. Ungaretti)
domenica, 06 settembre 2009
E' certo, amore,
il corpo e' una merce che scade
il corpo parla ma non chiarisce proprio niente,
e intanto la mia carne si affloscia
e brucia come un'organza disordinata,
perche' la decrepita giovinezza
seguita a dolermi negli occhi
come... una vampa che mi ustiona
di giorno, di notte.
L'amore e' un mistero
che davvero non so risolvere,
mi affanno nel suo consumarmi
come una corona di spine.
(A. Merini)
lunedì, 31 agosto 2009
Anche la notte ti somiglia,
la notte remota che piange
muta, dentro il cuore profondo,
e le stelle passano stanche.
Una guancia tocca una guancia -
è un brivido freddo, qualcuno
si dibatte e t'implora, solo,
sperduto in te, nella tua febbre.
La notte soffre e anela l'alba,
povero cuore che sussulti.
O viso chiuso, buia angoscia,
febbre che rattristi le stelle,
c'è chi come te attende l'alba
scrutando il tuo viso in silenzio.
Sei distesa sotto la notte
come un chiuso orizzonte morto.
Povero cuore che sussulti,
un giorno lontano eri l'alba.
(C. Pavese)
sabato, 15 agosto 2009

© immagine di Nimiel
I
Sull'onda calma e nera dove dormono le stelle
La bianca Ofelia ondeggia come un grande giglio,
Ondeggia molto piano, stesa nei suoi lunghi veli...
Si sentono dai boschi lontani grida di caccia.
Sono più di mille anni che la triste Ofelia
Passa, bianco fantasma, sul lungo fiume nero;
Sono più di mille anni che la sua dolce follia
Mormora una romanza alla brezza della sera.
Il vento le bacia il seno e distende a corolla
I suoi grandi veli, teneramente cullati dalle acque;
I salici fruscianti piangono sulla sua spalla,
Sulla sua grande fronte sognante s'inclinano i fuscelli.
Le ninfee sfiorate le sospirano attorno;
A volte lei risveglia, in un ontano che dorme,
Un nido da cui sfugge un piccolo fremer d'ali:
Un canto misterioso scende dagli astri d'oro.
II
O pallida Ofelia! Bella come la neve!
Tu moristi bambina, rapita da un fiume!
I venti piombati dai grandi monti di Norvegia
Ti avevano parlato dell'aspra libertà;
E un soffio, torcendoti la gran capigliatura,
Al tuo animo sognante portava strani fruscii;
Il tuo cuore ascoltava il canto della Natura
Nei gemiti dell'albero e nei sospiri della notte;
L'urlo dei mari folli, immenso rantolo,
Frantumava il tuo seno fanciullo, troppo dolce e umano;
E un mattino d'aprile, un bel cavaliere pallido,
Un povero pazzo, si sedette muto ai tuoi ginocchi.
Cielo! Amore! Libertà! Quale sogno, o povera Folle!
Ti scioglievi per lui come la neve al fuoco:
Le tue grandi visioni ti strozzavan le parole
E il terribile Infinito sconvolse il tuo sguardo azzurro!
III
E il Poeta dice che ai raggi delle stelle
Vieni a cercare, la notte, i fiori che cogliesti,
E che ha visto sull'acqua, stesa nei suoi lunghi veli,
La bianca Ofelia come un gran giglio ondeggiare.
venerdì, 14 agosto 2009
[l'ultime delivrance de l'Ame]
Les yeux livides, s'efface lentement ma vie,
Liberant, un trop plein de souffrances,
mon corp, las d'un douleureux passe,
Fige par la peur et la mort.
J'implore la vie de laisser s'enfuir mon ame
de cette prison de lamentation et d'agonie.
mercoledì, 12 agosto 2009
Non amo l’estate. Luglio e agosto, nella mia vita, sono sempre stati i mesi più crudeli.
La stanchezza infinita, fisica e interiore, che distilla fitte di dolore alla testa.
Le notti bianche di afa e lacrime, a rigirarmi nel filo spinato delle inquietudini, dei dubbi, dei problemi.
Le giornate atone, afone, desertificate, col pensiero altrove e gli occhi, il volto deformati dallo sfinimento, dal pianto.
Trascino i passi come le ore. Senza scopo, abulica. Senza vita.
Mi sento scolorire. Quella da evitare, nascondere, strana e inutile, ora ha l’impressione di mutarsi nell’ombra che è sempre stata considerata, trattata.
Non riesco a esprimere la sofferenza attonita di questi giorni, innestata sul cancro della mia non vita già esistente. E’ un peso al petto che mi toglie le parole, vetrifica lo sguardo.
Non c’è fondo al dolore. E’ un baratro senza speranza, in cui si cade, cade, cade…
Questa rinnovata sferza di immane solitudine che mi affonda. Avviluppata nella ragnatela di illusioni e parole abilmente scelte. Beffa e auto-inganno.
Merito tutto questo, dunque…
