Home »
diarioTag correlati:
moi ,
solitudine,
male di vivere,
anima esulcerata,
speranza dissolta,
nero abisso,
sublimazione di sospiri,
deliri,
riflessioni,
cultura,
connettivismo,
musica,
cyberlife,
visioni dall oltre,
memorie perdute
sabato, 28 novembre 2009
Giorni tristi. Vacui. Pieni di pensieri e malinconia. Anche di stanchezza, non manca mai.
La decadenza biologica mi mette di fronte a tutta la mia vita sprecata. Forse non è una tragedia. Sarebbe potuto essere diversamente? No. Questo è drammatico.
Perché qualunque cosa possa fare, l’unica certezza è che rimango sola e dimenticata. Un “perché” (forse il più grande) che rimarrà senza risposta.
E queste lacrime amarissime, come il passato, il presente e il futuro.
Così questo blog che si è aggrappato alle ultime speranze, sbriciolate come cenere di pagine bruciate...
lunedì, 23 novembre 2009
Grazie ai Lupi Siderali del cyberspazio... Per una serata indimenticabile. Persone eccezionali legate da qualcosa di ineffabile, che va oltre le finitezze umane. Oltre... Nella Corrente di cui sono (siamo) parte.
Grazie*
Nel silenzio Nimiel78 sospirò in
cultura,
diario,
connettivismo alle ore 19:03
Permalink -
commenti (2) -
commenti (2) (popup)
martedì, 17 novembre 2009
Sto cadendo-decadendo. Precipitando.
Fisico a pezzi, marcescente. Anima spenta, morta, da lungi.
Consumata fino all'ultima forza. Dentro e fuori.
Non esisto più*.
*essendo nulla per niuno, nessuno nota la differenza.
sabato, 14 novembre 2009
Una stanchezza infinita martellata dal mal di testa costante.
Vorrei solo dormire fino alla fine, se la fine non può essere ora.
Nothing else matters.
Sono calpestata dall’indifferenza. Inabissata nell’indifferenza.
Io, nulla. Abbracciata dal disinteresse totale.
Io, inesistente.
Mi chiedo perché.
In ogni caso ringrazio.
Tanto non interessa a nessuno.
Che sia lacrima o sorriso.
Che sia o non sia.
Io, nulla.
Io, inesistente.
"E' forse dolce ritornare ad addentrarsi
Nelle rovine della propria anima, seguendo
Una morte qualunque, come se fosse un castigo
Oppure due lire di cielo, che nella luce
Tu credevi sfavillasse come un rubino
E invece era macchiato, sporcato d'ombra
E ora si annoda alla tua sofferenza indicibile
Tua colpa, o parola non detta nel silenzio
Che chiedeva soltanto amore..."
(Veralios)
venerdì, 06 novembre 2009
Quando vivere è solo un male e da troppo tempo si è eclissato ogni orizzonte...
E' tempo di avere il coraggio di dire Addio.
Presto.
mercoledì, 04 novembre 2009
Sprofondo sempre più nella Solitudine, nell'Abisso, nel Dolore...
... negletta, abbandonata, eclusa...
... che senso ha trascinare i giorni?
... and nobody cares...
domenica, 01 novembre 2009
© pix by Nimiel
Lascio spazio ai ricordi, in quest'autunno così inaspettatamente mesto e crudele. Alla fine, le memorie che mi strappana davvero un commosso sorriso sono poche. Quelle di noi sono tra queste, nel bene o nel male.
Non riesco a scrivere, sono troppo distratta dai pensieri.
Ti chiedo solo di sorridermi, che i miei occhi imprimano in sé quest'immagine di te, la trattengano forte, prima di chiudersi per sempre.
giovedì, 29 ottobre 2009
Sono troppo, troppo, troppo stanca...
Inizio a disorientarmi, perdermi, dimenticare, essere eccessivamente distratta. Crollo... Vivo tra scrivania (delirio e inferno in ufficio) e la sera cado sul letto, agonizzante. Non ho energia per nulla...
Nel silenzio Nimiel78 sospirò in
diario,
male di vivere,
nero abisso alle ore 18:57
Permalink -
commenti (5) -
commenti (5) (popup)
domenica, 25 ottobre 2009
Non c'è più nulla per cui valga la pena rimanere qui...
domenica, 18 ottobre 2009
© pix by Nimiel
Andarmene via, per sempre…
E prima di ricongiungermi al mare, lasciarmi riempire le pupille di stelle, in un ultimo immacolato sorriso…
martedì, 13 ottobre 2009
L’autunno che si riappropria della propria essenza.
Sferzata di vento freddo che rischiara d’azzurro il cielo e fa riverberare l’oro giallo e rosso della natura che s’impreziosisce dei colori più regali. L’aroma della terra si fa più denso.
Voglia di immergermi in quest’autunno.
Voglia di calore, di riprendere in mano la mia vita e iniziare a costruire, per quello che si può. Cesellare gli spazi liberi dal dovere con me stessa, con piccole cose ma profonde, che donano un sorriso sincero.
Voglia di riempire la mia bella casa di affetto, di senso di “casa” proprio.
Voglia di condividere la mia anima.
Voglia di uscire a passeggiare, sotto il sole o nella notte, senza timore, respirando a pieni polmoni.
Così forse il male necessariamente presente potrebbe lenirsi un po’, si stempererebbe in uno sguardo o in un gesto.
Sono troppo stanca della cancrena dei miei giorni.
Dell’orrido abisso che mi scava dentro.
Del dolore fisico che non mi dà tregua.
Sono irrecuperabilmente spenta…
sabato, 26 settembre 2009
© digital art by Nimiel
Spesso piango a lungo la notte, quando mi sveglio all’improvviso.
Penso a tutti questi giorni che mi scivolano tra le mani, sulla pelle, senza che io ne trattenga nulla, nemmeno un’emozione.
Penso a tutte le cose che non ho mai fatto e che non farò mai. Alle aspettative o ai sogni, non ne ho più da tanto tempo.
I pensieri latenti, però, non si zittiscono mai. Urlano tutto il mio dolore.
Mi sento sostanzialmente spenta, annichilita, sbagliata.
Alla fine non mi interessa nemmeno le cose cambino. Non spero più in nulla, se non che l’agonia dell’esistenza finisca presto.
martedì, 22 settembre 2009

Mi sono svegliata per un attacco d'ansia in seguito ad uno dei miei incubi ricorrenti. Ieri sera mi sono addormentata tra lacrime isteriche di stanchezza infinita e quella morsa di dolore fisico che mi azzanna in diversi punti senza tregua.
Vuota, trascurata, avvilita, esasperata. Abbandonata dalle parole, dalle persone, da me stessa. Stanca. Stanca...
Avrei voglia di partire, andarmene via. Ritrovarmi, se c'è qualcosa ancora di me da qualche parte.
Mi preparo per una nuova giornata inutile e agonizzante.
giovedì, 17 settembre 2009
Dietro queste concrezioni di pixel, file di codici, c'è una persona, un'anima, un'essenza...
Non sono un'ombra o un avatar fatto di byte.
Esisto in tutta la complessità di un essere vivente, di un individuo.
Con i sentimenti, le aspettative, le speranze, le emozioni di una persona vera.
Non sono un tag in html, ad uso e consumo della svogliatezza di un fugace istante...
Francesca (aka Nimiel)
mercoledì, 16 settembre 2009

... nobody cares....
... and I'm cold and so far from home...
sabato, 05 settembre 2009
Silenzio.
E parole che muoiono in bocca, lasciando un gusto amaro.
La stanchezza pulsa flemmatica, risuonando un sordo toon nelle tempie.
Oggi sarebbe una giornata meravigliosa da vivere, fuori.
Il cielo riflette la luce come un prisma incontaminato, il vento (finalmente non più arido, ma intriso di fragranza settembrina) soffia indomito e salubre.
Invece nello specchio vedo il mio volto simile alla mia stessa imago mortis, teso e pallido-verde, con le occhiaie che si fanno più profonde.
Malinconia profonda.
Ho voglia di respirare la notte e la natura, serena, udire i sussurri arcani dell’Oltre.
Invece, in sconfinata solitudine, mi intossico di anonimi pixel che si aggregano in conformazioni artefatte su un schermo anonimo.
Nel silenzio Nimiel78 sospirò in
diario,
solitudine,
nero abisso,
anima esulcerata alle ore 16:24
Permalink -
commenti -
commenti (popup)
domenica, 30 agosto 2009

© immagine di Nimiel
Oggi soffia un vento fresco, che finalmente porta con sé qualche aulente presagio d’autunno.
Muore l’estate e già il mio cuore ha un palpito più vivo. Pur in questo dolore. In questa solitudine.
Sento persino la mia casa, di sasso e legno, antichi, respirare di nuovo. A parte tutto, mi sento in sintonia con questo mio angolo, in cui riesco persino a sentirmi fuori dal mondo.
Non ho illusioni che qualcosa cambi al mutare della stagione, ma almeno sarà stata uccisa l’odiosa estate.
Stanotte ho guardato i bagliori di lampi lontani. Ho sentito un gran desiderio di sorridere, leggera, di dolcezza e tepore umano.
Nulla ho di tutto ciò.
Nel silenzio Nimiel78 sospirò in
diario,
solitudine,
male di vivere alle ore 10:34
Permalink -
commenti (5) -
commenti (5) (popup)
lunedì, 17 agosto 2009
Ho ancora l’impressione di una telefonata sospesa, una mail non scritta, gli ultimi accordi da prendere per vederci.
Mi è rimasto marchiato nella memoria il nostro ultimo incontro, troppo precipitoso, al gate dell’aeroporto, quando sei partita per uno dei tuoi ultimi viaggi.
Andati bene gli ultimi esami, poche cose da sistemare e potevamo organizzare qualcosa insieme. Andare a Parigi, finalmente. L’hai ricordato fino all’estremo respiro.
In questi giorni mi ha preso inatteso – ormai sono trascorse quasi tre settimane – il dolore per la tua perdita.
Sento un misto di vuoto (per quanto strano, dato gli sporadici contatti degli ultimi tempi), amarezza e tanto rammarico per non averti vissuto abbastanza.
Mea culpa. Tu mi volevi bene in modo così puro, disinteressato e immenso, da stentare a crederci. Forse un po’ ne ho avuto persino timore.
Ho perso una grande occasione, però, nel non aprirmi di più a te, con te. Nel non lasciarmi amare e dimostrarti che ti volevo bene (a mio modo, sotto questo ghiaccio apparente).
Manchi, in fondo. Mancano le occasioni che mi sono lasciata sfuggire e quelle che avremmo potuto costruire.
Mi spiace… Non sai quanto. E sinceramente.
Adesso non c’è più tempo per noi.
Gli ultimi mesi ti hanno bruciato in fretta.
A nulla adesso valgono le lacrime che traboccano. Né attendersi che da un momento all’altro mi arrivi una tua (lunghissima) mail. Non ci sei più.
Niente conta che ora, qui, ti dica: Silvia, ti voglio bene.
Nel silenzio Nimiel78 sospirò in
diario,
solitudine,
anima esulcerata alle ore 18:14
Permalink -
commenti (1) -
commenti (1) (popup)
mercoledì, 12 agosto 2009
Non amo l’estate. Luglio e agosto, nella mia vita, sono sempre stati i mesi più crudeli.
La stanchezza infinita, fisica e interiore, che distilla fitte di dolore alla testa.
Le notti bianche di afa e lacrime, a rigirarmi nel filo spinato delle inquietudini, dei dubbi, dei problemi.
Le giornate atone, afone, desertificate, col pensiero altrove e gli occhi, il volto deformati dallo sfinimento, dal pianto.
Trascino i passi come le ore. Senza scopo, abulica. Senza vita.
Mi sento scolorire. Quella da evitare, nascondere, strana e inutile, ora ha l’impressione di mutarsi nell’ombra che è sempre stata considerata, trattata.
Non riesco a esprimere la sofferenza attonita di questi giorni, innestata sul cancro della mia non vita già esistente. E’ un peso al petto che mi toglie le parole, vetrifica lo sguardo.
Non c’è fondo al dolore. E’ un baratro senza speranza, in cui si cade, cade, cade…
Questa rinnovata sferza di immane solitudine che mi affonda. Avviluppata nella ragnatela di illusioni e parole abilmente scelte. Beffa e auto-inganno.
Merito tutto questo, dunque…

mercoledì, 05 agosto 2009
... imploro di morire... solo questo... per pietà...