"J'ai reçu la vie comme un blessure et j'ai defendu au suicide de guérir la cicatrice" (Lautréamont)
C’est moi
Nome: Francesca Sono abitata da un grido.
Di notte esce svolazzando
in cerca, con i suoi uncini, di qualcosa da amare.
Mi terrorizza questa cosa scura
che dorme in me;
tutto il giorno ne sento il tacito rivoltarsi piumato, la malignità. (S. Plath)
… mes marques…
Elen sila lùmenn' omentielvo: mae govannen!
A te, ignoto viaggiatore, i cui passi il destino ha per caso diretto nella mia terra d'esilio, Nìmiel, dama dell'antica stirpe dei Noldor, porge il benvenuto.
Che la luce di Earendil risplenda sempre sulla tua fronte.
Auspico che, inoltrandoti nelle paludi di queste desolate pagine, oscure e avvelenate, la tua anima non s'impregni delle loro esalazioni mortali... Sono un frutto amaro da assaporare, un vento improvviso all'orizzonte che annuncia la tempesta. Non ti biasimerò se veloce ed inorridito ti volgerai sollecito verso più sereni e luminosi orizzonti. Lascia pure me, Angelo Oscuro, sola nel mio abisso eterno di malinconia e dannazione.
Siamo i Custodi della Percezione, Guardiani degli Angeli Caduti in Fiamme dal Cielo, Lupi Siderali. Un gruppo di liberi sognatori indipendenti. Viviamo nel cyberspazio, siamo dappertutto. Non conosciamo frontiere. Questo è il nostro manifesto [...]
Il sito: Next Station
Il blog: Supernova Express
Talora il Destino, vecchio saltimbanco dai vividi appetiti, ordisce trame fumose…
Così, in un giorno in cui il sole ha dimenticato la mia misera stamberga, mi ritrovo a vergare parole all’incerta luce di una candela, per sondare la mia anima malata, agonizzante, derelitta.
Non conosco dove il vascello della mia immaginativa andrà a naufragare, né se l’ancella della Speme giungerà a porgermi la soave coppa della rinascita. Oppure, se m’incaglierò penosamente, risucchiata dal nero abisso della quotidianità orrida e squallida.
Parole, deliri, fantasmagorie si susseguiranno!
Intesserò allegorie e indosserò maschere, inneggerò all’Ideale e vomiterò sul reale, rapita da quest’orgasmico fervore che più le mie dita non riescono a trattenere.
Fate risuonare la campana si va in scena! Squillate i corni, si scende in battaglia!
Abbandonerò il fantoccio che chiamano col mio nome lungo tutto il disgustoso giorno, burattino vuoto e remissivo.
Su questo palco nudo e vero si mostrerà il mio cuore… Dando voce all’unica vera realtà che conosce: la propria, quella di uno spirito inquieto, drogato dall’oppiaceo dolore, quella rimodellata dall’Arte sublime.
Utopia
...ritrovare la mia Patria perduta e il mio Cavaliere Errante...
Musica sensualmente roca che volteggia indolente per condensarsi in lacrime sul volto: acido erosivo sulle guance, inaridente cianuro per il cuore.
Sfuma il reale in una tavolozza di pittore inesperto per lasciar posto al cinereo abbacinamento del Nulla: nessuna parola, nessuna mano. Solitudine tattile, saio e cilicio che mi raschia la pelle. Sospesa nel vuoto non cado, non volo. La folle Speranza mi lancia l’àncora estrema di un “se”, ma il mortaio di un sospiro l’affonda. No, no alle bolle di sapone multicolori, sgargianti di fasulle fantasie: fruizione insensata di un istante atemporale, aspaziale. Mi muovo ma non fuggo a me stessa; e mi chiedo chi, cosa sono per questo mondo che mi accoglie o in cui cammino clandestina. Pianterò la mia bandiera su uno sconosciuto Everest o le mille acque della notte mi intesseranno un sudario trapunto di gemme in oasi remote?
Silenzio!: vi fu mai un afoso pomeriggio in cui si dischiuse la mia anima per accogliere la Sua effigie dai lineamenti solcati da brezze di meditazione? Porgerei il mio lamento all’universo perché ne riverberasse il suono accordandolo all’aristotelica armonia delle eteree sfere celesti!
E sarà. Sarà Verbo nuovo che s’incarna nell’arcano cavaliere la cui ombra turbava il fiabesco velo che precedeva il mio passo incerto d’infanzia.
Ma oggi, dopo l’olocausto della giovinezza che ha lasciato sull’arena grumi lerci di abortite chimere, il mio Ippogrifo se n’è volato via benché abbia ancora la non più incantata Durlindana. Nelle vene si dibatte il Cobra dell’inquietudine, mi avvelena di domande, mi fa bruciare per tutto l’amore che non ho: naufragio che si perde a brancusiani primordi dell’esistenza – se essa mai davvero ebbe inizio o non fu piuttosto un’onirica ispirazione di un clown dormiente.
Non rimpiango arcadici pascoli; semplicemente correndo lungo cybernetiche sinapsi, irrompo nel mio destino snodandomi in un minoico labirinto. Ma dall’abisso che vorticando mi squarcia il petto, voglio vedere i Suoi occhi, prendere la Sua mano… Che poi sia una danse macabre o un apollineo valzer, l’alchimia del mio Io, rinvigorita, almeno non sarà più sola…
… dalle onde di cristallo, al tuo primo apparire un soffio lungo di tristezza che si potrebbe credere il mormorio della tua brezza soave, passa, lasciando tracce incancellabili sull’anima profondamente sconvolta, e tu richiami alla memoria dei tuoi amanti i rudi inizi dell’uomo, quando fa la conoscenza del dolore che non lo lascerà più. (Lautréamont)
Paris…
I love cats
"Vieni bel gatto, vieni sul mio cuore innamorato; trattieni i tuoi artigli, ch'io mi sprofondi dentro i tuoi begli occhi d'agata e metallo" (Baudelaire)
Amor perduto
... le meluvan úne ar alye lúmessen tenna nurucilie...
la quinta stagione del programma webradio condotto da zoon, di Fantascienza, Connettivismo e oscurità varie, comincerà domani sera 6 ottobre alle 21.45 su RadioNation3 (Winamp puntato su http://radionation.it:8888/listen.pls).
Anche per questa stagione, liriche e news neoscure e connettive annegate in salse sonore elettroscure acide e noise.
Qui sotto, il video della nuova sigla di Tersicore realizzato da me.
A domani sera!
È uscita la terza antologia del movimento, curata da Sandro "Zoon" Battisti, con una postprefazione di Aland D. Altieri. Ne parliamo con il curatore.
E sono tre. Le antologie del Connettivismo raggiungono il numero perfetto. Dopo Supernova Express — Antologia manifesto del Connettivismo (raccolta di 12 storie a cura di Giovanni De Matteo e Marco Zolin, introduzione di Valerio Evangelisti, Ferrara Edizioni 2007) e Frammenti di una rosa quantica, seconda antologia del Connettivismo, a cura di Lukha Kremo Baroncinij (introduzione di Luca Masali, Kipple Officina Libraria 2008) e da poco stata pubblicata la terza antologia del Connettivismo (postfazione di Alan D. Altieri, Edizioni Diversa Sintonia 2009). A curare quest’ultima raccolta è stato Sandro “Zoon” Battisti, uno dei fondatori del movimento che ha voluto connotare in maniera totalmente diversa questo nuovo lavoro collegiale dei connettivisti. Non potevamo quindi non fare quattro chiacchiere con lui, sull’antologia, ma fare anche un bilancio stesso del movimento. Battisti è autore di alcuni racconti, tra i quali ricordiamo Il gioco (Stampa Alternativa, 1993) e In quale continuum apparso nell’antologia Noir no War, a cura di Marco Milani e Alda Teodorani pubblicata da Giulo Perrone Editore; collaboratore di Delos Science Fiction e di Fantascienza.com, nonché direttore di NeXT la rivista dei connettivisti, Battisti è anche sceneggiatore di fumetti per la Cagliostro E-Press.
La terza antologia del Connettivismo - A.F.O. Avanguardie Futuro Oscuro - è uscita sul mercato per la EDS, Edizioni Diversa Sintonia, nell'ambito della neonata e vulcanica etichetta Connectiva.
Cosa è AFO? 15 autori hanno dato vita a questa prima raccolta oscura del Connettivismo, impreziosita da una splendida postfazione di Sergio "Alan D." Altieri. Nel dettaglio:
Umberto “Ubi” Bertani - THULE Marco “Antares666” Moretti - L’ABBRACCIO DI SEDNA Filippo “Leo Bulero” Carignani Battaglia - MAIEUTICA EPIDERMICA Marco “pykmil” Milani - 8 HERTZ Maurizio “Scarweld” Landini - FUTURO MORTO Christian “Ulver” Ferranti - OPINIONI CONTRARIE A PROPOSITO DELL’ARGOMENTO PRINCIPALE OVVERO PER ARDUA AD ASTRA Giovanni “X” De Matteo - EFFETTO NEVE Fernando “Black Hole Sun” Fazzari - È LA GUERRA Giovanni “kosmos” Agnoloni - A UN PASSO DAL BARATRO Alex “Logos” Tonelli - PENSA A PHLEBA Luca “Kremo” Baroncinij - IL RODITORE Marco “Alazif ” Marino - IL SUONO DEI FIORI DI VETRO Sandro “zoon” Battisti - IL PERCORSO QUANTISTICO Domenico “7di9” Mastrapasqua - LA SCATOLA DI DROSTE Paolo “Evertrip” Ferrante - METATRANCE
Cosa si racconta in quest’Avanguardia del Futuro Oscuro? Una serie di storie davvero strane da leggere con un pizzico d’incoscienza lessicale, quasi a scivolare sulle parole scritte fino a farsi prendere dalle immagini suscitate. Come in Thule, di Umberto “Ubi” Bertani, che corrode con le sensazioni fuorvianti e gelide di una guerra combattuta contro alieni dagli armamenti troppo superriori, dai modi di fare spicci e abituati a disporre, a comandare, a schiacciare ogni altra esistenza con la potenza soverchiante della tecnologia e della forza bruta; compresi i postumani, che però hanno carte nascoste da giocare come in un sogno occulto. O come in L’abbraccio di Sedna, di Marco “Antares666” Moretti, dove la ricerca nello spazio profondo di pianeti extrasolari – anzi di un particolare pianeta extrasolare – s’intreccia con le vicende di un equipaggio siderale assai singolare che dovrà fare i conti con la pazzia irrazionale superiore che l’umanità (o postumanità) non potrà mai comprendere, chiusa com’è nel suo gretto cluster di razionalità circoscritta. E cosa dire invece di Maieutica epidermica, del bravo Filippo “Leo Bulero” Carignani Battaglia, se non accennare di un mood immerso in un senso infetto di carne surreale e acida, che nasconde continue sorprese quasi a voler celare, in tante scatole cinesi, un orrore psichico talmente intenso da toccare gli estremi di una splendida epifania dell’anima? 8 Hertz, di Marco “pykmil” Milani, affonda nel genio di uno scienziato assai poco considerato eppure geniale, controverso, e lo fa con un piglio sornione così da fornirci la soluzione sconvolgente senza quasi far rumore, giusto per non farci collassare sulla sedia. Mentre Futuro morto, di Maurizio “Scarweld” Landini, affronta il problema della fede tra i postumani usando un punto di vista avanzato che sa essere ipocritamente reazionario. Ardua, di Christian “Ulver” Ferranti, è un viaggio assolutamente acido e occulto e lessicamente scivoloso tra i meandri della matematica e delle forze oscure che sottendono alla trama del nostro continuum; L’effetto neve di Giovanni “X” De Matteo racconta di visioni e discese in un gorgo di sensazioni sempre più agghiaccianti che stringono come un nodo scorsoio, una trappola che funziona come le nasse per pesci da cui non si riuscirà più a fuggire emozionalmente. È la guerra, di Fernando “Black Hole Sun” Fazzari, trasuda di poesia struggente, quella che fa stringere il cuore e che ti fa ricordare che sì, ancora sei nel dominio umano e che pure se ne uscirai te ne porterai appresso il retaggio, anche se sarai un postumano impegnato in una sporca guerra tra postumani; ed è così che ci ritroveremo lanciati nello spazio profondo, impegnati in una missione impossibile che devasterà quello che rimane della nostra anima e che ci farà comprendere solo alla fine quanto siamo bassamente stati A un passo dal baratro (parola di Giovanni “kosmos” Agnoloni). Saltiamo poi in uno stesso tipo di spazio ma che uguale non è, dove Alex “Logos” Tonelli vive intensamente il suo Pensa a Phleba, con tutte le reminescenze fenicie di cui è capace e che ben si adattano alle derive e paranoie, splendide paranoie, di mondi alieni impossibili eppure sapidi, densi. Luca “kremo” Baroncinij ci propone un’altra delle sue gemme, Il roditore, e l’esistere maldestro e sottotraccia di cui renderà protagonista la postumanità riverbererà qui ogni suo splendore malato, quasi cyberpunk ma tagliente, un dolore che s’infila sotto le unghie e prende allo stomaco come una malattia terminale. Un tipo di struggimento, anche se di matrice completamente diversa, che anima Marco “Alazif ” Marino con il suo Il suono dei fiori di vetro, che esplora quello che la morte biologica non dice, ma da un lato che l’umanità non avrebbe mai voluto conoscere; così come Il percorso quantistico di Sandro "zoon" Battisti, che si lega ad alcune bassezze umane ereditate dalla postumanità e che rende il bisogno di trascendenza verso altre forme d’esistenza non imperiali un punto di fuga insopprimibile. Domenico “7di9” Mastrapasqua ci mostra La scatola di Droste e l’angoscia vi prenderà, oh sì che vi prenderà, perché la vostra anima non sarà sicura in nessun angolo psichico e nemmeno fisico, e non saprete nemmeno che cosa s’intenda per fisico. Infine, Paolo “Evertrip” Ferrante entra in una Metatrance e ci fa percepire il limite medico di una società tecnologica, postascetica e ricca di suggestioni materialiste che si contrappongono alle spinte meramente mistiche della società postumana.
Per avere il volume, puntate il mouse su www.kaleydoslibri.it A.F.O. - Avanguardie Futuro Oscuro - EDS Edizioni Diversa Sintonia
ISBN 978-88-96086-05-6 - Prezzo di copertina: 13 €
Io canto il corpo elettrico;
Le schiere di quelli che amo mi abbracciano
E io le abbraccio;
Non mi lasceranno andare finché non sia andato con loro,
Non abbia loro risposto,
E li abbia purificati,
E li abbia riempiti col pieno carico delle anime loro.
Un altro premio Urania connettivista: è Il fabbricante di sorrisi del giovane autore bolognese Francesco Verso che si aggiudica la ventesima edizione.
La mattina di domenica è arrivata la notizia ufficiale dell'assegnazione del Premio Urania 2008. Il vincitore è Francesco Verso, 36 anni di Bologna, già autore dell'apprezzato Antidoti umani (Giovane Holden 2008) che è stato definito romanzo "connettivista", movimento nel quale l'autore afferma di riconoscersi. Già l'edizione 2006 del premio era stata vinta da un esponente (in effetti un fondatore) di questa corrente, Giovanni De Matteo. Ecco il comunicato ufficiale:
"Anche l’edizione 2008 del Premio Urania, con pubblicazione in novembre 2009, si è conclusa felicemente. La giuria, composta da Sergio “Alan D.” Altieri, Marco Fiocca, Giuseppe Lippi, Cecilia Scerbanenco, Riccardo Valla ed Ernesto Vegetti, ha esaminato attentamente i testi e ha discusso i risultati. Su una settantina di romanzi pervenuti al Premio, solo quattro sono arrivati in finale, e precisamente:
— F.T. Denard, Vedo rosso
— Ivan Libero Lino, Acqua
— Fabio Oceano, L’ultimo volo della Icarus
— Francesco Verso, Il fabbricante di sorrisi
Pur apprezzando i meriti dei vari concorrenti, la giuria finale composta da Sergio Altieri e Giuseppe Lippi, rispettivamente Editor e Curatore di Urania, ha dovuto sceglierne uno soltanto. Il vincitore è perciò
Il fabbricante di sorrisi di Francesco Verso
un ottimo thriller cibernetico ambientato in un mondo futuro realistico e ben delineato, in cui l’azione densa e ritmata nulla toglie agli scrupoli morali e alla consapevolezza analitica di una vivace riflessione sull’erotismo. Il romanzo sarà pubblicato su Urania, in novembre, con il nuovo titolo definitivo E-DOLL.
A tutti gli autori e i partecipanti la redazione di Urania augura la miglior fortuna e invia un caloroso incoraggiamento per l’edizione 2009-10".
Il premio Urania è stato ideato nel 1989 dall'allora curatore di Urania Gianni Montanari. Questa che si è appena conclusa è la ventesima edizione.
Un altro fine settimana nell’Urbe, con persone splendide e di una ricchezza interiore rara, immersi nell’energia romana e nella Corrente.
Ore indimenticabili, che posso definire semplicemente vivere, vita.
Con gli occhi lucidi d’emozione, gratitudine e molto altro di meraviglioso…
Grazie, Connettivisti
"Rave di Morte" di Mario "Black M" Gazzola (ed. Mursia)
Thriller post cyberpunk ambientato in un’America preapocalittica, con metropoli sconvolte da continui attentati terroristici e perennemente sul piede di guerra (per tutto il libro si paventa una quinta campagna in Iraq), integralismi religiosi e fanatismi bellici per tutti i gusti. In questo plumbeo scenario s’inquadra la vicenda principale, apparentemente (e paradossalmente) più “leggera”: in un mondo tanto sul baratro, infatti, chi si preoccuperebbe di un minuscolo atto di pirateria musicale ai danni di un’uscita discografica?
Eppure, quando Lester Peels – giornalista rock e compositore a propria volta – riesce avventurosamente ad estrapolare dai file di un album ascoltato in anteprima il timbro vocale della misteriosa cantante Yorki Amor, per utilizzarla in segreto nelle proprie canzoni, si apre per lui un girone infernale senza vie d’uscita...
14 racconti, il Top del primo concorso Diversa Sintonia.
14 piccole gemme a rappresentare un argomento letterario dalle infinite sfaccettare: il Fantastic-Zen.
Ogni autore ha esplorato il proprio “Io” riordinandolo o reinventandolo Zen e accomunandolo al proprio “Essere mente” in una visione letteraria univocamente propria e fantasticamente Zen. Realtà relative o irrealtà assolute, futuri più o meno probabili, attualità parallele e particolari, tematiche classiche o antitetiche si sono fuse in narrazione, spingendosi alla scoperta di mondi nuovi – interiori o esteriori poco importa – creando sempre e comunque risultati unici e originali.
Maurizio Landini
Matteo Mancini
Stefano Pradel
Alex Tonelli
Giovanni Agnoloni
Paco Sidney Silvestri
Domenico Mastrapasqua
Paola Carrozzo
Paolo Ferrante
Stefano Ratti
Rosa Leccese
Magda Lovera
Ranieri Meloni
Talos Katrikalas
Grazie alla tenacia di Massimo Ferrara sul suo portale DittaFerrara.it è comparso lo streaming completo del primo mediometraggio connettivista, “La Trentunesima Ora”.
Il filmato è scaricabile a questo link.
Buona visione.
La trama: Un matematico è prossimo alla morte, un cancro lo sta divorando così come un gusto per lo studio dei numeri primi sta divorando la sua creatività: egli è convinto che dietro ogni numero primo si celi un messaggio, un criptico esistere delle dottrine occulte che hanno attraversato le ere degli uomini.
Feynman, il matematico, ha una storia con Ilaria, che è anche l'infermiera che segue i suoi frequenti soggiorni in ospedale; lei non sembra interessarsi ai numeri primi e non riesce a capire perché lui si ostini a rincorrere quelle bizzarre teorie, perdendoci il sonno e quel residuo di salute che gli è rimasta. Feynman è tormentato e fa fatica a discernere la realtà dai suoi pensieri, vede cose strane accadergli intorno che s'intrecciano, apparentemente, con i suoi deliri; tutto l'universo sembra parlargli e lui è ora certo di aver trovato la soluzione ai suoi supplizi cerebrali.
Ma Feynman è davvero al sicuro quando ritiene la sua scoperta attinente soltanto al mondo sottile delle dottrine occulte e non, invece, passibile di applicazioni pratiche? Regia di Marco Cerilli, Italia 2006, con Francesco Trani, Giulia Tramentozzi e Sandro Battisti.
Sfoglio l’agenda e sotto lo sguardo distratto scorrono, ben in evidenza, tutta una serie di feste: della donna, del papà, della mamma… Le feste dei consumi.
Incastonata tra tante date, c’è anche quella del 21 marzo, dall’Unesco proclamata Giornata Mondiale della Poesia.
A parlare di poesia oggi si corre il rischio di fomentare turbe di pseudo-poeti che, lambiccandosi le sinapsi fumanti, si compiacciono di aver sostituito la ormai romantico-passatista rima “cuore - amore” con la ben più adeguata “amare - cellulare” (la nuova icona poetica del XXI secolo?).
Eppure, proprio per questa occasione, voglio sforzarmi di vedere il bicchiere mezzo pieno, ritenerla un’opportunità di riscoprire il valore della poesia stessa, nelle mille variegate forme espressive che abbiamo a disposizione per concepirla ed esprimerla. E, perché no, un modo per ottenere un minimo di visibilità, cosa che non guasta mai.
Parrebbe – dagli articoli che mi capita di leggere in questi giorni – che il tema della giornata sia “L’Amazzonia”.
Cos’è l’Amazzonia, se non un frammento di territorio ancora vergine, incontaminato, che cresce e vive a suo modo senza bisogno di altri vincoli?
Proviamo, allora, a esprimere poeticamente la nostra Amazzonia interiore, quella nicchia ancora inviolata, una sorta di Agarthi personale, nell’ottica del prossimo confine che ci attende: il postumanismo.
Proviamo a rendere la poesia di questo pensiero.
Alberto Rizzi
Quest’anno anche il Connettivismo, su suggerimento e invito di Alberto Rizzi, vuole dare il proprio contributo partecipando alla Giornata Mondiale della Poesia.
Sabato 21 marzo tutti coloro che volessero partecipare potranno postare una propria creazione poetica sul blog ufficiale connettivista Supernova Express, ispirandosi alla tematica suggerita da Alberto nell’introduzione.
Per creazione poetica si intendono versi, prosa, suono, immagini e qualsiasi forma - sia convenzionale che multimediale - in cui si esprima il vostro estro ed ispirazione. Perché poesia non significa soltanto qualche rima ben costruita tecnicamente, ma senso del meraviglioso, ricerca al di là dell’umano stesso, lotta e impegno, tensione all’Oltre e all’Assoluto, canto catartico, immersione nel flusso energetico del nulla senziente. Dai versi vergati con inchiostro e pennino a quelli che viaggiano in sciami di bit nel cyberspazio, da righe rigorosamente compite in schemi rimici classici a parole flashanti proiettate su schermi terresti o spaziali, la tensione poetica, il suo nucleo e senso più profondo, rimangono immutati.
Riepilogando:
luogo dell’evento: blog connettivista Supernova Express
giorno: sabato 21 marzo 2009
orario: dalle 00.01 alle 23.59
Chi volesse partecipare deve essere iscritto a Splinder e abilitato a pubblicare post su Supernova Express (per l’autorizzazione contattare zoon con un messaggio privato o via e-mail a cybergoth@domist.net).
Attendiamo tutte le vostre creazioni fino al cortocircuito neurale e collasso della Rete.
Lukha Kremo Baroncinij ha riunito trentatré musicisti (o non musicisti) la cui lingua madre è l'evoluzione dal volgare italico, cercati tra chi fa della sperimentazione la propria ricerca musicale, hanno omaggiato il poema. Così, circa cinquecento anni dopo, la Commedia ha una colonna sonora. Il testo di Dante Alighieri è viaggio, ricerca nel cosmo e negli spazi interiori. Allo stesso modo le centro tracce sono indagini sonore, esaltazioni e depressioni, minimalismi tragici, ripetizioni ipnotiche, strazio e gioia sonante. I gironi dell'Inferno, del Purgatorio e i cieli del Paradiso, a guardarli bene, sono come le tracce sui tre compact-disc. Il viaggio a spirale nel gorgo dell'Inferno, il riemergere del Purgatorio e il moto sonoro dei pianeti del Paradiso sono rinnovati dal vorticare del disco nel lettore. I brani hanno un aspetto eterogeneo (negli strumenti musicali, nelle strutture, nelle idee), ma sono pervase da un sottile sentimento comune, sostenuto dal testo di Dante. Le tre cantiche sonore andrebbero ascoltate in momenti particolari, rispettando la sequenza, concentrandosi sui più minuti suoni, vivendo i momenti di sconforto e di gioia, che è quello che da sempre l'arte, e in modo particolare la musica, cerca di fare.
3 cd con 100 brani!
2009 - Packaging artigianale, 3 cd e booklet da 40 pagine - 18 €
Prezzo per distributori e negozi: 10 €
Spese di spedizione: fino a 4 cd: 6,50 €, oltre 4 cd: 9,10 €
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Una celebrazione, non solo un evento. Minuti che sono fluiti rapidi e sempre più intensi, un delirio emozionale che sa creare così veemente solo chi mette l’anima in quello che fa, in quello in cui crede. È davvero difficile esprimere a parole l’energia che si è creata, intrecciata a parole, cuore, forza.
L’occasione mi ha anche permesso di conoscere di persona alcuni esponenti del Connettivismo. Non avevo dubbi, ma sono davvero persone speciali. Se possibile, ne ho ancora più stima.
Dal primo istante, ho respirato con loro qualcosa di unico, l’eccezionalità di essere rari ed avere dentro sigillato a fuoco un ideale, la forza delle idee, nonché lo spirito creativo che scorre pulsante nelle vene… Ciascuno con la propria individualità, ma coesi al contempo. Un fiore quantico energetico variegato di impulsi oscuri e di potenza oltre l’umano. Sublimi.
Un grazie davvero immenso e di cuore a tutti coloro che sono intervenuti e hanno partecipato, in maniera diversa, ma in particolare mi soffermo proprio sui connettivisti.
A Logos che ha tenuto le fila organizzative dell’intero evento, senza risparmiarsi, e grazie al quale è stato possibile realizzare tutto ciò.
A 7di9 che mi ha dato fiducia, spero ripagata al meglio, e ad Antares666, entrambi finalmente conosciuti de visu: grazie dell’appoggio e incoraggiamento, siete impareggiabili e stupendi. Abbiamo performato alla grande (e senza provare! ).
Staordinari, poi, Kremo, Evertrip e Black M. Veri Artisti, semplicemente.
Infine, ma non da ultimo, un ringraziamento speciale a Zoon, per la stima, l’incoraggiamento, la pazienza e… per ogni cosa.