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sabato, 14 novembre 2009
serenity is the devil, we caress our solitude
conversations with silence...
a stick right through our mind
embraced by shimmering water,
we could die for a breath of the wind
slowly we suffocate in the vein of eternity
we've never been close to them
the distance is our shield
the texture of our bodies
an alliance of broken dreams
we'll float away with the tide
in situations like these
feel the storm build up inside
burn the infected wounds
we caress our solitude
alone with serenity
Nel silenzio Nimiel78 sospirò in
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annientamento cosmico alle ore 09:30
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venerdì, 02 ottobre 2009
Green changed to white, emerald to opal: nothing was changed
The man let the water trickle gently into his glass, and as the green clouded, a mist fell from his mind
Then he drank opaline
Memories and terrors beset him, the past tore after him like a panther
And through the blackness of the present he saw the luminous tiger eyes of the things to be
But he drank opaline
And that obscure night of the soul, and the valley of humiliation, through which he stumbled, were forgotten
He saw blue vistas of undiscovered countries, high prospects and a quiet, caressing sea
The past shed its perfume over him to-day held his hand as if it were a little child
And to-morrow shone like a white star; nothing was changed
He drank opaline
The man had known the obscure night of the soul, and lay even now in the valley of humiliation;
And the tiger menace of the things to be was red in the skies, ut for a little while he had forgotten
Green changed to white, emerald to opal;
Nothing was changed
sabato, 22 agosto 2009
© immagine realizzata da Nimiel
Dall'ampia ansia dell'alba
Svelata alberatura.
Dolorosi risvegli.
Foglie, sorelle foglie,
Vi ascolto nel lamento.
Autunni,
Moribonde dolcezze.
O gioventù,
Passata è appena l'ora del distacco.
Cieli alti della gioventù,
Libero slancio.
E già sono deserto.
Preso in questa curva malinconia.
Ma la notte sperde le lontananze.
Oceanici silenzi,
Astrali nidi d'illusione,
O notte.
(G. Ungaretti)
domenica, 16 agosto 2009
Occhi che in sogno non oso incontrare
Nel regno di sogno della morte
Questi occhi non appaiono:
Laggiù gli occhi sono
Luce di sole su una colonna infranta. [...]
Questa è la terra morta
Questa è la terra dei cactus
Qui le immagini di pietra
Sorgono, e qui ricevono
La supplica della mano di un morto
Sotto lo scintillio di una stella che si va spegnendo.
("Gli Uomini Vouti", T.S. Eliot)
domenica, 09 agosto 2009
Ci scorderemo di quaggiù,
E del mare e del cielo,
E del mio sangue rapido alla guerra,
Di passi d'ombre memori
Entro rossori di mattine nuove.
(G. Ungaretti)
giovedì, 06 agosto 2009
Nell'altro regno della morte
Svegliandoci soli
Nell'ora in cui tremiamo
Di tenerezza
(T.S. Eliot, "Gli Uomini Vuoti")
mercoledì, 05 agosto 2009

"Qui non vi sono occhi
In questa valle di stelle morenti
In questa valle vuota"
(T.S. Eliot, "Gli Uomini Vuoti")
... so in this solitude I'm withering...
venerdì, 17 luglio 2009
Flores solis, ardentes in aeternum,
Ne secuti sitis fatum floris venenati...
Colores delectant, inebriant odores,
At siccatur sinus perpetuo lacrimando...
Nam angeli cursus firmamentum
lacrimarum...
I depart from this world of grey
to reach the red eternal.
Red, the scarlet letters burn within my mind:
We won't follow the Sun in its course.
We will follow the Moon in its curse.
Lacerate the heavens, devour the Sun,
rape the light.
We are waiting for an eternal night
Where to keep Heaven's tears away from the
eyes of the sun,
Cast away from your universe of warmth,
of love and shelter,
The path of the angel is a firmament of tears.
Luxuries of pain, lurid agony,
The universe echoes the scream
Of a soul overflowed with sorrow.
Exhausted, let me drown in your eyes!
Shatter the stars, drag out the light
And drown it in the deepest seas of my mind;
I need no more brightness:
I am the night and the shadows.
I am the field when pain is the seed.
Flores noctis sumus atque alas pandimus
In profundis tenebrarum
Solus halitus emanans penna speculae,
Quam expellit folium mortis.
Shatter the stars, drag out the light
And drown it in the deepest seas of my mind;
I need no more brightness:
I am the night and the shadows.
I am the field when darkness is the seed.
The golden pandaemonic silence soothes me
As the streams of my satufied thoughts draw
the pattern of my kingdom,
Imperium infernale.
But we will regain the paradise
For in the east of Eden,
I will shed the blood of Christ...
domenica, 12 luglio 2009
A butterfly's vessel
returns to Earth
where she came from
from what she's made of
with the help of some ants
she gives herself back to the land
that had nourished her while being alive
back to the origin
that is what death is.
mercoledì, 08 luglio 2009
Parole reiterate
Mille mille mille volte
Estirpate ormai d’ogni sapore
Voci mute
Su volti anonimi
Che s’illudono di esistere
Ogni sentire
È menzogna
Un insipido canto strozzato
Di vuoti replicanti
domenica, 28 giugno 2009
Dopo la luce rossa delle torce su volti sudati
Dopo il silenzio gelido nei giardini
Dopo l'angoscia in luoghi petrosi
Le grida e i pianti
La prigione e il palazzo e il suono riecheggiato
Del tuono a primavera su monti lontani
Colui che era vivo ora è morto
Noi che eravamo vivi ora stiamo morendo
Con un po' di pazienza
Qui non c'è acqua ma soltanto roccia
Roccia e non acqua e la strada di sabbia
La strada che serpeggia lassù fra le montagne
Che sono montagne di roccia senz'acqua
Se qui vi fosse acqua ci fermeremmo a bere
Fra la roccia non si può né fermarsi né pensare
Il sudore è asciutto e i piedi nella sabbia
Vi fosse almeno acqua fra la roccia
Bocca morta di montagna dai denti cariati che non può sputare
Non si può stare in piedi qui non ci si può sdraiare né sedere
Non c'è neppure silenzio fra i monti
Ma secco sterile tuono senza pioggia
Non c'è neppure solitudine fra i monti
Ma volti rossi arcigni che ringhiano e sogghignano
Da porte di case di fango screpolato
Se vi fosse acqua
E niente roccia
Se vi fosse roccia
E anche acqua
E acqua
Una sorgente
Una pozza fra la roccia
Se soltanto vi fosse suono d'acqua
Non la cicala
E l'erba secca che canta
Ma suono d'acqua sopra una roccia
Dove il tordo eremita canta in mezzo ai pini
Drip drop drip drop drop drop drop
Ma non c'è acqua
Chi è il terzo che sempre ti cammina accanto?
Se conto, siamo soltanto tu ed io insieme
Ma quando guardo innanzi a me lungo la strada bianca
C'è sempre un altro che ti cammina accanto
Che scivola ravvolto in un ammanto bruno, incappucciato
Io non so se sia un uomo o una donna
- Ma chi è che ti sta sull'altro fianco?
Cos'è quel suono alto nell'aria
Quel mormorio di lamento materno
Chi sono quelle orde incappucciate che sciamano
Su pianure infinite, inciampando nella terra screpolata
Accerchiata soltanto dal piatto orizzonte
Qual è quella città sulle montagne
Che si spacca e si riforma e scoppia nell'aria violetta
Torri che crollano
Gerusalemme Atene Alessandria
Vienna Londra
Irreali
Una donna distese i suoi capelli lunghi e neri
E sviolinò su quelle corde un bisbiglio di musica
E pipistrelli con volti di bambini nella luce violetta
Squittivano, e battevano le ali
E strisciavano a capo all'ingiù lungo un muro annerito
E capovolte nell'aria c'erano torri
Squillanti di campane che rammentano, e segnavano le ore
E voci che cantano dalle cisterne vuote e dai pozzi ormai secchi.
In questa desolata spelonca fra i monti
Nella fievole luce della luna, l'erba fruscia
Sulle tombe sommosse, attorno alla cappella
C'è la cappella vuota, dimora solo del vento.
Non ha finestre, la porta oscilla,
Aride ossa non fanno male ad alcuno.
Soltanto un gallo si ergeva sulla trave del tetto
Chicchirichì chicchirichì
Nel guizzare di un lampo. Quindi un'umida raffica
Apportatrice di pioggia
Quasi secco era il Gange, e le foglie afflosciate
Attendevano pioggia, mentre le nuvole nere
Si raccoglievano molto lontano, sopra l'Himavant.
La giungla era accucciata, rattratta in silenzio.
Allora il tuono parlò
DA
Datta: che abbiamo dato noi?
Amico mio sangue che scuote il mio cuore
L'ardimento terribile di un attimo di resa
Che un'èra di prudenza non potrà mai ritrattare
Secondo questi dettami e per questo soltanto noi siamo esistiti, per questo
Che non si troverà nei nostri necrologi
O sulle scritte in memoria drappeggiate dal ragno benefico
O sotto i suggelli spezzati dal notaio scarno
Nelle nostre stanze vuote
DA
Dayadhvam: ho udito la chiave
Girare nella porta una volta e girare una volta soltanto
Noi pensiamo alla chiave, ognuno nella sua prigione
Pensando alla chiave, ognuno conferma una prigione
Solo al momento in cui la notte cade, rumori eterei
Ravvivano un attimo un Coriolano affranto
DA
Damyata: la barca rispondeva
Lietamente alla mano esperta con la vela e con il remo
Il mare era calmo, anche il tuo cuore avrebbe corrisposto
Lietamente, invitato, battendo obbediente
Alle mani che controllano
Sedetti sulla riva
A pescare, con la pianura arida dietro di me
Riuscirò alla fine a porre ordine nelle mie terre?
Il London Bridge sta cadendo sta cadendo sta cadendo
Poi s'ascose nel foco che gli affina
Quando fiam uti chelidon -
O rondine rondine Le Prince d'Aquitaine à la tour abolie
Con questi frammenti ho puntellato le mie rovine
Bene allora v'accomodo io. Hieronymo è pazzo di nuovo.
Datta. Dayadhvam. Damyata.
Shantih shantih shantih
(da "La Terra Desolata", T.S. Eliot)
giovedì, 25 giugno 2009
Confide in me and tell me, why the worthless never die
And tell to me my darling, why we cast our pearls to swine
Please come to me and show me, why the dead refuse to bleed
Why nothing lasts forever, and the past can't be retrieved
I am the alpha and the omega; I am the beginning and the end.
I am the answer I am the enigma; I am the flame which never ends
No love will ever save you, no kisses are too deep
No cross will give you answers, or satisfy your needs
No faith will give you pleasure, that takes away the pain
But hate will give you meaning, and make you feel again
I am the alpha and the omega; I am the beginning and the end.
I am the answer I am the enigma; I am the flame which never ends
Are we living just for pleasure, or for reasons yet unknown?
Let us realize our secrets, when we reach into my soul
Let my dreams be remembered, when I lay down not to sleep
Hell is where the heart is, it's a place for you and me
I am the alpha and the omega; I am the beginning and the end.
I am the answer I am the enigma; I am the flame which never ends.
domenica, 14 giugno 2009

... fissare il nulla è imparare a memoria
quello in cui noi tutti verremo spazzati...
(M. Strand)
domenica, 14 giugno 2009
We barely remember who or what came before this precious moment,
We are choosing to be here right now. Hold on, stay inside
This holy reality, this holy experience.
Choosing to be here in
This body. This body holding me. Be my reminder here that I am not alone in
This body, this body holding me, feeling eternal
All this pain is an illusion.
Alive, I
In this holy reality, in this holy experience. Choosing to be here in
this body. This body holding me. Be my reminder here that I am not alone in
This body, this body holding me, feeling eternal
All this pain is an illusion.
Twirling round with this familiar parable.
Spinning, weaving round each new experience.
Recognize this as a holy gift and celebrate this chance to be alive and breathing.
This body holding me reminds me of my own mortality.
Embrace this moment. Remember. We are eternal.
all this pain is an illusion.
domenica, 14 giugno 2009
Mangiare poesia
Cola inchiostro dagli angoli della mia bocca.
Non c'è felicità pari alla mia.
Ho mangiato poesia.
La bibliotecaria non crede ai suoi occhi.
Ha gli occhi tristi
e cammina con le mani chiuse nel vestito.
Le poesie sono scomparse.
La luce è fioca.
I cani sono sulle scale dello scantinato, stanno salendo.
Gli occhi ruotano le orbite,
le zampe chiare bruciano come stoppia.
La povera bibliotecaria comincia a battere i piedi e a piangere.
Non capisce.
Quando mi inginocchio e le lecco la mano,
urla.
Sono un uomo nuovo.
Le ringhio, abbaio.
Scodinzolo di gioia nel buio libresco.
(M. Strand)
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sabato, 13 giugno 2009
Je n`ai pas su te dire
les mots justes du coeur
que tant d`autres soupirent
Je n`ai su trouver
mes sentiments dormant
qui restent et me survivent
Et la nuit revient
ce n`est qu`un mauvais rêve
qui reste dans ma tête
Et je te retiens
de partir sans rien dire
sans même un dernier geste
Je ne peux pas vous porter
au dessus de ces champs
de pluies et d`eaux salées
Et la nuit revient
ce n`est qu`un mauvais rêve
qui reste dans ma tête
Et je te retiens
de partir sans rien dire
sans même un dernier geste
Je n`ai qu`un regret
comme une tendre faiblesse
de ne pouvoir chavirer
tes navires de tempete
Et la nuit revient
ce n`est qu`un mauvais rêve
qui reste dans ma tête
Et je te retiens
de partir sans rien dire
sans même un dernier geste
venerdì, 12 giugno 2009
The Brown Pearl Of Bliss
In This Wolf's Lair Abyss
Dignity and Solitude
The Gain of My Fortitude
The Strength of My Body
Is The Strength of My Mind
Joyous Joys-Fleeting Moments
Forever, The Sordid Kind
These Dreams I Worship
And Nightmares I Love
This "Together" That Lasts For Never
This Farewell Coloured Blood Love
These Dreams I Worship
And Nightmares I Love
This "Together" That Lasts For Never
This Farewell Covered Blood Love
martedì, 26 maggio 2009

Ma quando io discesi il sentiero di roccia mi assalì la follia e gridai forte nella notte e quando io con argentee dita mi chinai sull'acqua taciturna vidi che il mio volto mi aveva abbandonato. E la bianca voce mi disse: ucciditi! Sospirando si levò in me l'ombra di un fanciullo e mi guardò raggiante da occhi cristallini, così che piangendo mi accasciai sotto gli alberi, l'immensa volta stellare.
Peregrinazione senza pace attraverso il selvaggio pietrame, lontano da borghi serali, da greggi al ritorno; in lontananza si pasce il sole calante su prato di cristallo e ti sconvolge il suo selvaggio canto, il grido solitario dell'uccello, morente in azzurra pace. Ma sommesso venivi tu nella notte, mentre io vegliando giacevo sul colle, o infuriando nella tempesta primaverile; e sempre più nera la tristezza annuvola il capo appartato, atterriscono orrendi lampi l'anima notturna, le tue mani squarciano il mio petto ansante.
(G. Trakl)
sabato, 16 maggio 2009
Quando l’uomo
entra nella donna
come l’onda scava la riva,
ripetutamente,
e la donna, godendo, apre la bocca
e i denti le luccicano
come un alfabeto,
il Logos appare mungendo una stella,
e l’uomo
dentro la donna
stringe un nodo
perché mai più loro due
si separino
e la donna si fa fiore
che inghiotte il suo gambo
e il Logos appare
e sguinzaglia i loro fiumi.
Quest’uomo e questa donna
con la loro duplice fame
hanno cercato di spingersi oltre
la cortina di Dio, e ci sono
riusciti per un momento,
anche se poi Dio
nella sua perversione
scioglie il nodo.
domenica, 19 aprile 2009
[...] la notte
può sopravanzare il giorno, le nostre ombre
calpestare la ghiaia del giardino, e i vivi appaiono
essere ancora più ombre delle ombre.
(W.B. Yeats)
Nel silenzio Nimiel78 sospirò in
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annientamento cosmico alle ore 11:43
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