mercoledì, 31 dicembre 2008
A chi mi ha donato un sorriso.
A chi si è soffermato ad ascoltarmi.
A chi mi ha donato un’emozione.
A chi mi non mi ha lasciata sola.
A chi stimo e ammiro, alcuni dei quali nemmeno mi conoscono.
A coloro ai quali voglio bene.
A tutti coloro che in qualche modo mi hanno toccato il cuore, anche solo per un istante.
Anche a chi mi ha usata, derisa, abbandonata, ferita, tradita. Non ho rancori perché possiate rovinarmi oltre l’esistenza.
Infine, alla persona più importante.
Colui che in breve ha travolto la mia vita, divenendone l’essenza.
Il mio amore olografico.
Grazie di tutto quello che mi doni, love of my life.
Ogni cosa con te è meraviglia. Gioia mai sperimentata. Tutto.
Per essere sempre più noi, più uno.
You know…
Buon Anno
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mercoledì, 31 dicembre 2008
Th.S. Eliot – “Gli uomini vuoti” (1925)
Un penny per il vecchio Guy
I
Siamo gli uomini vuoti
Siamo gli uomini impagliati
Che appoggiano l'un l'altro
La testa piena di paglia. Ahimè!
Le nostre voci secche, quando noi
Insieme mormoriamo
Sono quiete e senza senso
Come vento nell'erba rinsecchita
O come zampe di topo sopra vetri infranti
Nella nostra arida cantina
Figura senza forma, ombra senza colore,
Forza paralizzata, gesto privo di moto;
Coloro che han traghettato
Con occhi diritti, all'altro regno della morte
Ci ricordano - se pure lo fanno - non come anime
Perdute e violente, ma solo
Come gli uomini vuoti Gli uomini impagliati..
II
Occhi che in sogno non oso incontrare
Nel regno di sogno della morte
Questi occhi non appaiono:
Laggiù gli occhi sono
Luce di sole su una colonna infranta
Laggiù un albero ondeggia
E voci vi sono
Nel cantare del vento
Più distanti e più solenni
Di una stella che si spegne.
Non lasciate che sia più vicino
Nel regno di sogno della morte
Lasciate anche che porti
Travestimenti così deliberati
Pelliccia di topo, pelliccia di cornacchia, doghe incrociate
In un campo
Comportandomi come si comporta il vento
Non più vicino -
Non quel finale incontro
Nel regno del crepuscolo
III
Questa è la terra morta
Questa è la terra dei cactus
Qui le immagini di pietra
Sorgono, e qui ricevono
La supplica della mano di un morto
Sotto lo scintillio di una stella che si va spegnendo.
E' proprio così
Nell'altro regno della morte
Svegliandoci soli
Nell'ora in cui tremiamo
Di tenerezza
Le labbra che vorrebbero baciare
Innalzano preghiere a quella pietra infranta.
IV
Gli occhi non sono qui
Qui non vi sono occhi
In questa valle di stelle morenti
In questa valle vuota
Questa mascella spezzata dei nostri regni perduti
In quest'ultimo dei luoghi d'incontro
Noi brancoliamo insieme
Evitiamo di parlare
Ammassati su questa riva del tumido fiume
Privati della vista, a meno che
Gli occhi non ricompaiano
Come la stella perpetua
Rosa di molte foglie
Del regno di tramonto della morte
La speranza soltanto Degli uomini vuoti.
V
Qui noi giriamo attorno al fico d'India
Fico d'India fico d'India
Qui noi giriamo attorno al fico d'India
Alle cinque del mattino.
Fra l'idea
E la realtà
Fra il movimento
E l'atto
Cade l'Ombra
Perché Tuo è il Regno
Fra la concezione
E la creazione
Fra l'emozione
E la responsione Cade l'Ombra
La vita è molto lunga
Fra il desiderio
E lo spasmo
Fra la potenza
E l'esistenza
Fra l'essenza
E la discendenza
Cade l'Ombra
Perché Tuo è il Regno
Perché Tuo è
La vita è
Perché Tuo è il
E' questo il modo in cui finisce il mondo
E' questo il modo in cui finisce il mondo
E' questo il modo in cui finisce il mondo
Non già con uno schianto ma con un lamento.
martedì, 30 dicembre 2008

"All’apparir del vero tu, misera, cadesti" (G. Leopardi)
Voli pindarici si sfracellano sul muro del vero. Sogna, povera folle, la caduta da inestimabili altitudini ti attende e lo schianto sarà feroce, sarà fatale. Perché tale sarà l’inevitabile sorte. Tingi l’incubo di gradazioni sgargianti, tormento rimane.
Tutti avanzano verso un anno nuovo, io sento il ticchettio illacrimabile che alla rovescia conta gli istanti verso un’altra fine.
Di morte in morte, stremata mi accascio nel pianto.
martedì, 30 dicembre 2008
Stasera Tersicore, alle 21.46.42 su RadioNation3.
Conduce, al solito, il grande Zoon.
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martedì, 30 dicembre 2008
Era notte buia imperitura, che tu solcasti fendendo di tenebra lucente, rendendo noi un’unità che brilla di energia sopra l’umano.
Oggi se cadono lacrime sono adamantini cristalli della mia essenza, che langue per la tua lontananza, che fiorisce per la gioia di amarti.
martedì, 30 dicembre 2008
Can you hear me now?
Can you feel?
Can you see me now?
Then reveal
(Which way from here?)
Feel
(Which way from here?)
Look away
Your time has come
Turn away
Are you happy here?
Open the door
Let me in
Face me now
And burn within
Awaken us
Don't you throw it all away
There's a place for us
I know another way
How does it feel?
Everytime/Everytide(?)
Now you will feel
That I'm on your side
How do you feel?
Does it burn inside?
Do you know?
Things to come?
Don't you know?
Do you not believe? (Nephilim)
See/Save(?)....
See beyond the lie/Save your new life(?)
And move lunch*
Until you feel inside
Not for them/Nephilim(?)
(Which way from here?)
lunedì, 29 dicembre 2008
Era come se l’irrimediabile si fosse compiuto: L’orrore era al suo culmine
Insieme alla disperazione
E allo sconforto.
E ciò si estendeva
A tutta la vita futura della mia anima.
Dio allora si era reso introvabile.
C’era un punto nero
Dov’era confluita la mia sorte
Che restava lì
Inchiodata
Fin quando il tempo
Non sarà riassorbito dall’eternità.
(A. Artaud)
lunedì, 29 dicembre 2008

Rincorro il filo dei pensieri, in funambolico equilibrio tra una realtà che si sfalda in brandelli liquidi e foglie d’oro rosso che volteggiano nell’aria cupa.
Nel silenzio Nimiel78 sospirò in
deliri,
visioni dall oltre alle ore 14:16
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lunedì, 29 dicembre 2008
Gelo in coltelli di vento, fuori.
Nell’intimo tepore, saggio le tue labbra dal sapore piccante, scivolo sul tuo fianco che mi accoglie in simmetria perfetta, mentre la tua mano scorre alla ricerca della perla tra le mie cosce livide del nostro piacere.
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sublimazione di sospiri alle ore 11:51
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domenica, 28 dicembre 2008
Se guardi la neve che scende a coprire
la terra,
coprire se stessa e tutto ciò che tu
non sei, vedrai
che è la deriva gravitazionale della luce
sul rumore dell'aria che cancella l'aria
è il cadere dell'attimo nell'attimo,
la sepoltura
del sonno, il rovescio dell'inverno, il
negativo della notte.
(M. Strand)
Nel silenzio Nimiel78 sospirò in
poesia,
deliri alle ore 17:09
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domenica, 28 dicembre 2008
Appena uscito sul sito THE : NeXT : STATION questo interessante articolo di 7di9:
"Graffiti, un excursus storico"
Si racconta che il primo graffito moderno sia stato lo scarabocchio Kilroy, un omuncolo che si sporge timidamente da un muro, accompagnato dalla scritta “Kilroy was here”, e che i soldati americani, durante il secondo conflitto mondiale, avevano l’abitudine di disegnare un po’ dappertutto. [leggi]
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Nel silenzio Nimiel78 sospirò in
cultura,
connettivismo alle ore 16:45
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domenica, 28 dicembre 2008
Uscito un nuovo corto, “Lo specchio e la pistola”, tratto da un racconto di Logos. Qui la news ove è possibile guardare il video.
Nel silenzio Nimiel78 sospirò in
cultura,
connettivismo alle ore 16:37
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domenica, 28 dicembre 2008
Prendimi la mano, accompagnami dove non c’è tempo né luogo, ma solo noi due.
Noi che sappiamo destare l’occulto, creare magia ove passiamo, ripercorrere i fili segreti della storia. Noi che trascendiamo la carne in un rito alchemico per far librare, fuse, le nostre essenze.
Ti sorrido, con quel velo remoto di lacrime che preme dietro gli occhi, perché mi manchi, quasi ogni istante vissuto senza te non fosse nemmeno vita.
Stringimi così, sotto la timida neve, love of my life, prima che torni il sole a sciogliere questo sogno.
Nel silenzio Nimiel78 sospirò in
diario,
moi ,
sublimazione di sospiri alle ore 16:16
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domenica, 28 dicembre 2008
Just a perfect day
drink Sangria in the park
And then later
when it gets dark, we go home
Just a perfect day
feed animals in the zoo
Then later
a movie, too, and then home
Oh, it's such a perfect day
I'm glad I spend it with you
Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on
You just keep me hanging on
Just a perfect day
problems all left alone
Weekenders on our own
it's such fun
Just a perfect day
you made me forget myself
I thought I was
someone else, someone good
Oh, it's such a perfect day
I'm glad I spent it with you
Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on
You just keep me hanging on
You're going to reap just what you sow
You're going to reap just what you sow
You're going to reap just what you sow
You're going to reap just what you sow
Nel silenzio Nimiel78 sospirò in
musica alle ore 09:36
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sabato, 27 dicembre 2008
Altra nottata trascorsa in buona parte a piangere. Sfinimento.
La chimera di un “noi” che si rivela arguta menzogna.
Tu, nella tua vita.
Io, nella mia morte.
Si può edulcorare il tutto di tinte e aromi letterari, ma rimangono meramente ciò che sono, un inganno. O, piuttosto, un auto-inganno.
Non esiste domani.
Sono sola.
venerdì, 26 dicembre 2008
Un istante, crash interiore inatteso, tutto finito. Stridente sordo rumore in sottofondo ad accompagnare l’anima che si spezza. Afflato di piuma e tutto crolla. Occhi velati, increduli. Parole: illusioni. Progetti: sogni. Erano polvere di nulla... La via si è schiantata contro un muro. Fine, fine, fine...
Ho donato col cuore in mano e sono morta.
Good-bye, I’ve gone to go…
venerdì, 26 dicembre 2008
Splash
Lacrima d’alluminio sulla mano incredula
Spettri borbottano
Negli angoli delle mie paure
Rachmaninov
Impazza su tasti disarmonici
In sublimi mosse
Moderato – Vivace – Allegro Vivace
Dal cranio spunta
Un ragno dispettoso
Aggroviglia
In tele fosche
Pensieri
Aspergendoli di poesia
Nel silenzio Nimiel78 sospirò in
poesia,
solitudine,
miei scritti,
anima esulcerata alle ore 18:01
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venerdì, 26 dicembre 2008
Manca
una mostra d’arte
un libro di poesie
una passeggiata per le vie deserte
una notte a camminare per Parigi
l’incanto di un luogo mai visto
il sorriso sul mio viso
un’emozione che fa tremare le mani
la serenità
Sento tutto sfumare in vaghi fantasmi, mentre da laggiù echeggiano parole di annichilimento. E si spalanca dinnanzi il nulla.
Nel silenzio Nimiel78 sospirò in
diario,
solitudine,
moi ,
anima esulcerata alle ore 17:16
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venerdì, 26 dicembre 2008
You and me
We are destined
You'll agree
To spend the rest of our lives
With each other
The rest of our days
Like two lovers
Forever - yeah - forever
My bijou...
Nel silenzio Nimiel78 sospirò in
musica,
sublimazione di sospiri alle ore 17:00
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venerdì, 26 dicembre 2008
Saremo mai liberi, un giorno?
Tutto trasuda di lezzo immondo, di decadenza interiore. E io ci sono immersa, come in una palude mefitica. La pesantezza immonda del reale mi inaridisce i circuiti neurali.
Ho voglia di librarmi altrove.
Mi chiedo se sia possibile ricostruire questo esausto pianeta, ripulirlo e creare qualcosa di nuovo, di valore. Oppure se la soluzione non sia cercare nuovi lidi, un orizzonte puro. Questa seconda soluzione è segno di codardia, desiderio di fuga? Eppure, se penso alla salvezza di questo mondo, mi accorgo che la maggioranza, in masse bovine stolte e cieche, sguazza nella assoluta vacuità e deride le parole che non siano le ipocrisie architettate per tenerla in gabbia. Allora, il giorno esiziale, cosa accadrà? Dovrei avere compassione verso chi non ne dimostra nei miei confronti?
Mi ammanto della mia solitudine, costellata di percezioni occulte e note inumane, osservando – nella mia mente – l’oceano da alte scogliere, la mia adorata patria perduta chissà in quale esistenza che fu, in ascolto del canto delle onde che videro tutte le ere della Terra.